AREA DISCUSSIONI

Chiunque è libero di esprimere la propria opinione in merito ai temi in materia di condominio inviando una mail al nostro indirizzo.

Sarà nostra cura provvedere alla pubblicazione con la massima trasparenza.

 

PER QUALI MOTIVI L'ASSEMBLEA CONSIDERA SEMPRE CON DIFFICOLTA' L'IPOTESI DI CAMBIARE AMMINISTRATORE

 

In ogni organizzazione, ed anche le assemblee dei condomini ne fanno parte, esiste una naturale tendenza a continuare quanto è stato fatto in passato e a continuare ad accettare la gestione di un amministratore anche se è presente un evidente scontento fra tutti.

Questo perchè le persone sono portate, per via naturale, a pensare che il cambiamento possa significare ulteriori problemi.

La conseguenza è che ogni proposta di cambiamento comporta resistenze e tensioni.

Pertanto si afferma una naturale inerzia che ostacola anche la sola idea di valutare nuove proposte e nuove condizioni anche se queste risultano - evidentemente - più favorevoli dal punto di vista economico, delle garanzie e della sicurezza.

 

Nei grandi condomini, inoltre, i risparmi che una nuova gestione potrebbe portare vengono ignorati quasi sempre.

Questo accade essenzialmente perchè i maggiori costi della "vecchia amministrazione" in fin dei conti si "diluiscono" in maniera poco visibile e sensibile all'interno delle spese pro capite.

 

E questo comporta la riluttanza a valutare ciò che una nuova gestione amministrativa potrebbe offrire.

Si trascura, in questo modo, la doverosa analisi "su ciò che è" e "su ciò che potrebbe essere" ed addirittura non ci sofferma a valutare con attenzione alcuni criteri importantissimi come ad esempio la congruità dei compensi per l'amministrazione, la trasparenza e la disponibilità dell'amministratore.

Siamo a Vostra disposizione, con chiarezza ed onestà, per aiutarvi a comprendere che "cambiare" può essere molto spesso vantaggioso e che potrebbe essere la risposta che cercate per dare una soluzione al vostro scontento.

 

Toglietevi la soddisfazione di aver valutato "un nuovo punto di vista", un nuovo modo lavorare ed i vantaggi che ciò potrebbe portare. La decisione di cambiare rimarrà ovviamente sempre e comunque una "vostra decisione".

 

Disse il saggio: "Se continuiamo a fare ciò che stiamo facendo, continueremo a ottenere ciò che stiamo già ottenendo" 

STRANE VOCI DI SPESA NEI BILANCI CONSUNTIVI DEI CONDOMINI.


Ormai sempre più spesso mi trovo persone in ufficio che mi chiedono consulenza per interpretare le voci di spesa che alcuni Amministratori di condominio riportano nei bilanci.

E mi trovo a non poter dare spiegazioni quando nei bilanci, ad esempio, leggo:
SPESE TELEFONICHE: 120,45 euro
SPESE DI CANCELLERIA: 567,00 euro. ...
ALTRE SPESE: 80,97 euro.
E mi domando: 

MA COME FA un Amministratore a contabilizzare LE SPESE TELEFONICHE con tale precisione?
Quale software perverso utilizza per calcolarle?
Non è forse vero che oggigiorno noi tutti abbiamo piani telefonici per i cellulari con chiamate illimitate a fronte del pagamento di un canone mensile?
Non è forse vero che la medesima impostazione tariffaria è disponibile per la telefonia fissa?
E quali sarebbero i criteri di ripartizione dei costi su un condominio piuttosto che su un altro?
E non è forse vero che il telefono cellulare è quello fisso lo utilizziamo anche per i nostri affari personali? 

MA COME FA, inoltre, un Amministratore a contabilizzare le SPESE DI CANCELLERIA con tale dovizia di precisione?
Potrei pensare che un Amministratore, come correttamente dovrebbe fare, acquisti materiale di cancelleria e poi suddivida le spese fra i condomini per i quali la stessa è sta utilizzata.

Ma sono anche certo che un magazzino rimane sempre ed allora come mai l'importo relativo non viene mai citato nei bilanci? 

E COSA SONO sono le famigerate ALTRE SPESE di cui assai sovente non esistono i giustificativi? 

Ed allora mi si permetta di "pensar male" verso il malcostume di addebitare spese a vanvera a carico dei condomini.
Giusto per il fatto che moltiplicando tali importi per 20 condomini amministrati (ma pensiamo a chi ne amministra molti di più) si ottiene una somma che diventa una buona "integrazione" delle parcelle ed oltretutto esentasse.         O mi sbaglio?
Spero che il legislatore apponga presto regole ben precise in merito.
La correttezza è l'obbligo deontologico per tutelare una categoria che mi pare sempre più spesso stia invece facendo di tutto per presentarsi nel modo sbagliato.

È ciò nonostante l'iscrizione alle varie associazioni e l'obbligo di aggiornamento formativo.
Come sempre, si predica bene ma si razzola assai male.


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